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Seconda trasferta consecutiva in Puglia per l’Etomilu Giulianova questa volta però contro la formazione dell’Andrea Pasca Nardò. Il calendario non è stato generoso con i giallorossi giuliesi, visto che in 3 giorni sono dovuti andare prima a San Severo e dopo in Terra di Salento per una delle trasferte più lunghe del campionato.

Nardò viaggia a metà classifica, con 16 punti all’attivo proprio come i ragazzi di coach Ciocca, in piena lotta per uno degli ultimi posti nella griglia play-off. Coach Gianluca Quarta può contare su un roster di ottimo livello con giocatori del calibro di Zampolli, top scorer dei suoi con 15 punti di media ed un ottimo 52% da 2 punti, e Mathias Drigo, che ai 13 punti unisce 6 rimbalzi. Da non sottovalutare i vari Provenzano, Bonfiglio, Ingrosso e Visentin, giocatori dalle buone medie realizzative e che se in serata possono rendersi protagonisti di ottime prestazioni offensive. Cavallo di ritorno degli amaranto il lungo Goran Bjelic, giocatore subito inseritosi nei meccanismi tattici come dimostrano i 30 punti messi a referto nelle tre partite fin qui giocate.
Punti di forza dell’Andrea Pasca Nardò la distribuzione delle responsabilità offensive con ben 7 giocatori con medie comprese tra i 7 punti di Provenzano ed i 15 del già citato Zampollii ed il fattore ambientale, visto che il caloroso pubblico è da sempre il sesto giocatore in campo.
Servirà all’Etomilu Giulianova una gara attenta e concentrata, come quella vista per oltre 30′ minuti sul parquet di San Severo tre giorni fa, per avere ragione dei mai domi salentini. In un caldissimo PalaPasca, Ricci e soci dovranno limitare al massimo gli errori per provare a ottenere la prima vittoria del girone di ritorno, ripensando magari alla gara della scorsa stagione, quando dopo un’appassionante partita i giallorossi espugnarono Nardò guadagnandosi in pratica la salvezza anticipata.
Appuntamento con la palla a due, domani 03 febbraio alle ore 18:00, sul parquet della Tensostruttura di Via Giannone a Nardò (LE); arbitrano i sigg. Lorenzo Grazia di San Pietro in Casale (BO) e Michele Biondi di Trento (TN)